Non sapendo come presentare questo libro l’editore è ricorso alle parole della critica letteraria Rossana Falcich: “Ci vuole un certo coraggio per cominciare un libro così divertente con la descrizione di un cimitero”. Il camposanto in questione è quello di Sant’Anna, a Trieste, forse il luogo per defunti più internazionale d’Italia poiché vi sono sepolti popoli tanto diversi per stirpe e religione.
Luogo assolutamente tristissimo, ma che Alessandro Fullin trasforma subito in un trampolino per una storia assolutamente mitteleuropea: nel 1909 arrivano in cittĂ i Rosemann, famiglia ricchissima e singolare, che stupisce Trieste con la loro particolare collezione e una serie di feste memorabili a Villa Tovis.
Molte brillanti luci per celare profonde ombre: questa moglie e questo marito hanno in realtĂ molto da nascondere come subito comprende la governante, la signorina Presnitz, un Virgilio adattissimo per scendere in impensabili gironi.
Scritto in bilico tra italiano e triestino, Fullin fa l’equilibrista e, tra le pieghe di questa storia, propone una Trieste spericolata e abbagliante, sempre indecisa se essere italiana, balcanica, austriaca o semplicemente viva.



















